TESTATA LM

* * * * * * * C'E' CHI PIANGE. CHI SI RASSEGNA. CHI SI DISPERA. E CHI IMPAZZISCE. IO UCCIDO! "LADY MAFIA" * * * * * * *

Polemiche su Lady Mafia. Il direttore risponde.

    • La proverbiale tempesta nel bicchiere d’acqua scatenata attorno al fumetto “Lady Mafia” –la cui testata ho il piacere di dirigere- mi provoca contemporaneamente un po’ di tristezza e un po’ di gioia.
      Tristezza perché mi rendo conto che le istituzioni –pubbliche o private che siano- continuano a interpretare con grande rigidità i propri ruoli, applicando metodi “antichi” per perseguire i propri obiettivi (nel caso di “Libera” si tratta di obiettivi nobili e assolutamente condivisibili e –lo dico per uscire dall’equivoco- da noi assolutamente condivisi) e proprio per quella rigidità falliscono quegli obiettivi. Avevo preparato una lista di opere della letteratura, del cinema e della TV che sarebbero travolte dalla soluzione “censoria” pericolosamente richiamata dal deputato del PD (la censura come “metodo” professata da un parlamentare della Sinistra mi fa rabbrividire...) Mattiello e da “Libera”. Poi, sono stati gli stessi commenti degli utenti web all’articolo online del Corriere della Sera ad anticiparmi e, in un certo senso, a superarmi. Oltre al vastissimo filone noir e poliziesco nella narrativa e nello stesso fumetto, ci sono i romanzi più specificamente dedicati alla mafia (penso alla serie di Mario Puzo ma anche, per venire a tempi più recenti e ad autori a noi molto più familiari, al bellissimo “Più scuro di mezzanotte” di Salvo Sottile), l’immensa produzione del grande schermo e quella delle fiction televisive. Ma i lettori –evidentemente più giovani ed abituati a ragionare in termini di realtà virtuale- hanno ricordato anche le due edizioni del videogame “Mafia”, ma anche lo sconcertante “Grand Theft Auto”.
      Non parliamo del “filone” dei giustizieri. Vogliamo distruggere la serie sul vendicatore notturno impersonato da Charles Bronson? O spezziamo tutti i dvd del più recente “Arrow”? Ma sì: a questo punto, bruciamo tutti i fumetti dei supereroi che, in fondo, sono giustizieri in calzamaglia che non chiedono il placet dei magistrati prima di strapazzare i criminali. E che dire dell’eccessivamente zelante ranger Chuck Norris? Ma, visto che ci siamo, cancelliamo ogni riferimento all’Ispettore Gadget, a Paperinik e a Superpippo che esagerano sempre, fidando troppo sul fatto che nel “mondo di cartone” nessuno si fa veramente male!
      Sull’associazione di Don Ciotti voglio essere chiaro ed esprimere parole di assoluto elogio, per le scelte coraggiose, per la militanza attiva, per le partecipazioni “fisiche” alle proteste e alle manifestazioni nei luoghi dove la criminalità organizzata esercita tutto il suo nefasto potere, culturale oltre che morale e materiale. Tanto straordinario attivismo rischia di perdersi quando si fanno, poi, battaglie di retroguardia che la gente non capisce. Soprattutto i giovani. Tanti si sono chiesti: dov’erano la i censori quando sono uscite le opere cui facevo cenno prima? Ma anche –e me lo chiedo anche io- non meriterebbero più concreto obiettivo gli sforzi dell’Antimafia e di “Libera”?
      Siamo di nuovo alle manifestazioni contro “Ultimo tango a Parigi” e “Il codice Da Vinci”? Dobbiamo aspettarci la pericolosa deriva bradburiana verso un mondo alla “Fahrenheit 451”, con cerimonie pubbliche per bruciare i “pericolosi” libri –e fumetti?
      La gioia che mi ha causato il ritardo della mia risposta, sta proprio nelle reazioni di tanti lettori: loro stessi hanno messo in luce le obiezioni che volevo fare alle tesi di Mattiello e di “Libera”. Vuol dire che i lettori hanno compreso lo spirito del fumetto e, prima ancora, hanno compreso che si tratta di un’opera dell’ingegno individuale –definirla “opera d’arte” mi sembrerebbe un po’ presuntuoso, con tutto il rispetto per la creatività dell’amico Pietro Nagliero, ma soprattutto il giudizio spetta ad altri- e come tale degna di rispetto e titolare del diritto di non essere censurata fino a quando non violi i diritti di qualcuno.
      A proposito di questo, vorrei rispondere ad una accusa che mi ha ferito particolarmente: “Lady Mafia” sarebbe “offensivo”, secondo Mattiello, e ferirebbe la memoria delle vittime della mafia. Perché? Dove è scritto, nel nostro fumetto, che la mafia agisce per il meglio? Dove è scritto che si debbano sposare i suoi metodi? Dove, che la vendetta sia una filosofia condivisibile? E’ un fumetto che registra la realtà, non la esalta. E’ una amara realtà, che deve essere combattuta e cancellata: perché l’Antimafia e “Libera” non si concentrano su questi compiti, piuttosto che combattere contro un fumetto? E’ la realtà della mafia che deve essere estirpata, non le fiction che la raccontano.
      E qui veniamo al dibattito che da sempre accompagna l’arte ma anche l’attività giornalistica; queste devono essere “per forza” educative, avere un intento “didattico” o la prima può essere solo fine solo ad un obiettivo creativo e la seconda ad uno “cronachistico”, di registrazione della realtà e senza indulgere in fervorini moralistici?
      “Lady Mafia” racconta una realtà violenta, non la inventa per compiacersene: alla maturità del lettore comprendere che si tratta di una realtà da condannare e da combattere. Negli editoriali e nelle rubriche abbiamo più volte espresso la nostra posizione , non credo che possano esserci equivoci su questo argomento.
      Per concludere, la cosa che più ci dispiace è proprio che alcuni –persone autorevoli ed importanti o comuni non importa- abbiano frainteso i nostri obiettivi. Dispiace che qualche lettore abbia parlato di operazione “furbetta”, elaborata solo con obiettivi di vendita. Non è così. Pietro scrive da molto tempo ed è appassionato di noir e vuole dare seguito alla sua creatività: se vengono centrati risultati “di cassetta” non ci dispiacerà certo, ma non si punta certo al ristretto mercato del fumetto per andare a caccia dei grandi numeri di lettori che assicurano fama e ricchezza. Dunque, un’accusa chiaramente infondata e francamente ingenerosa.
      “Lady Mafia” non è un sillabario né un manuale di educazione civica: è un fumetto e basta. Può piacere o meno, ma non addirittura essere considerato favorevole alla contro-logica mafiosa.
      Ma chissà: forse sarebbe il caso di ascoltare le “sirene censorie”: potrebbero portarci bene. Che dite, facciamo un fumetto su una ristoratrice foggiana? Visti i riscontri dei programmi TV di cucina e dei libri di ricette...

      Loris Castriota Skanderbegh

Il numero 1 di Lady Mafia, dal 22 Febbraio, torna in edicola!

Dal 22 Febbraio 2014, nelle edicole di tutta Italia... c'è il primo dei 10 episodi che compongono la miniserie noir, Lady Mafia!
Dieci albi, ciascuno di 132 pagine, per narrare le drammatiche vicende di Veronica De Donato, una donna di mala e di vendetta, un killer spietato e infallibile, di ritorno in Puglia per portare a termine la sua vendetta, seminando terrore e morte, senza remore di spazzare via, come polvere, chiunque osi ostacolare il suo cammino.
Ma chi ha creato quel mostro che lei stessa dice di avere dentro? E fino a che punto saprà spingersi, per farsi da sola quella “giustizia” che la legge non è stata in grado di garantirle?
In attesa di queste risposte, ogni dubbio verrà tolto, però - e sin dalle prime pagine del numero uno- sul fatto che, Veronica De Donato, per raggiungere il suo scopo, sia pronta a tutto.
Tutto!

Buona lettura a tutti, amici!


LADY MAFIA su RAI UNO!!!

Domenica 26 Gennaio 2013, il fumetto Lady Mafia fa la sua prima grande apparizione sulla più importante emittente televisiva italiana: Rai Uno. Nella fiction "Braccialetti rossi", quando meno te l'aspetti, toc... e compare la copertina di Lady Mafia, un autentico omaggio al fumetto noir d'autore... perché anche i fumetti, a volte, possono interpretare il ruolo di comparsa!!!



Braccialetti Rossi è una fiction italiana, diretta da Giacomo Campiotti, trasmessa da Rai Uno.

Trama: E' l’undicenne Rocco a guidarci alla scoperta di alcuni suoi compagni di avventura. Si inizia con Leo, un sedicenne forte e pieno di vita nonostante la battaglia che lo vede impegnato. Lo incontriamo nel giorno in cui Valentino diventa suo compagno di stanza. Fra i due è subito amicizia, un'amicizia che diventa più forte grazie al fatto che i due devono condurre la stessa lotta. Leo, per cercare di distrarre Vale, lo coinvolge nella ricerca di altri ragazzi con i quali formare un gruppo; Leo, infatti, è rimasto molto colpito dalle parole di Nicola, un degente anziano, diventato mentore del ragazzo, che gli ha spiegato come in ogni gruppo di amici ci siano sempre sei “tipi”: il leader, il vice leader, il furbo, l’imprescindibile, la ragazza e il bello. Leo si proclama leader e nomina Valentino suo vice leader: una volta stabiliti i loro ruoli i due si mettono alla ricerca della ragazza: Cristina, 17 anni, la cui stanza è solo un piano sopra la loro. Il loro segno di appartenenza saranno i braccialetti rossi che significano molto: “è come avere dei gradi, come quei generali pieni di medaglie, stelle, stellette..”.

E' in distribuzione la terza fatica del duo Favorito-Nagliero!

Da giovedì 19 dicembre 2013, in edicola, nelle fumetterie, e nelle migliori librerie della Puglia, il numero 3 di Lady Mafia!!!

Lungo il tortuoso e brutale cammino che conduce alla più spietata delle vendette, anche in questo terzo episodio della miniserie, viene dato spazio ad una delle più dolenti note della nostra società: lo stalking. Di fatto, Veronica De Donato deve accantonare per qualche pagina i suoi sanguinari propositi, pur di aiutare la sua amica Elvira Morganti a scoprire che fine abbia fatto Sara, una ragazza leccese vittima delle persecuzioni di un ex tanto violento quanto folle. In un succedersi, dunque, di scene mozzafiato, che si sviluppano con un ritmo incalzante, non mancano inquietanti flashback e momenti di violenza e rabbia allo stato puro, soprattutto quando Veronica si imbatte in uno degli uomini che ha messo nel mirino: l’assassino della mamma!
In questo episodio, tra l’altro, un paio di grandi colpi di scena... dei quali, per ovvie ragioni, non ci diciamo niente! ;-) 
In fine, a dare lustro e importanza alla sezione Lady Mafia Extra, c’è uno dei maggiori esperti italiani della lotta alla violenza sulle donne: il dottor Marco Salerno di Roma. Sarà lui in prima "persona" ad invitare le donne a non sottovalutare nessuno di quei segnali che possono denotare la personalità violenta e possessiva di un partner malato di amore nero, un amore che uccide, e non solo in senso fisico!!! Non mancherà nemmeno di sottolineare quanto importante sia non isolarsi e denunciare il problema. In questi casi c’è bisogno d’aiuto. Sempre.


Dal 28 settembre 2013 è in edicola il numero 2 di Lady Mafia.


L'attesa è finita, da sabato 28 settembre 2013, e fino ai primi di dicembre, nelle edicole della Puglia, e nelle fumetterie di tutta Italia, c'è il numero 2 di Lady Mafia.
In questo nuovo episodio, il più intenso della miniserie a fumetti ambientata in Puglia, Veronica De Donato è chiamata ad una duplice missione: rubare cento milioni di euro in banconote false ad un potente boss di Bari e impedire ad un giudice di Foggia di depositare una importante sentenza. Le scene si susseguiranno via veloci, e ad un ritmo incalzante, mettendo in evidenza gli aspetti più inquietanti della personalità della protagonista, oltre che il suo sofferente cuore noir...